Etichette alimentari: sai come leggerle?

Dalla tabella nutrizionale agli ingredienti, vediamo come leggere correttamente l’etichetta alimentare.

Gli alimenti sono il carburante del nostro organismo e grazie ad una scelta consapevole possiamo ottenere molteplici vantaggi.
Ma come facciamo a scegliere i cibi che ci fanno bene, ricchi di proprietà benefiche e con equilibrio nutrizionale?
Non è semplice: gli slogan presenti sulle confezioni sono tanti e spesso, invece di fornirci suggerimenti utili, ci confondono le idee. Se vogliamo conoscere davvero gli ingredienti contenuti nel prodotto, per apprezzarne al meglio la qualità, è fondamentale leggere e comprendere l’etichetta alimentare.

etichette alimentari

Da dove si parte quindi quando si guarda la confezione di un prodotto alimentare al supermercato?

  • Prendiamo in mano il prodotto e NON limitiamoci a guardare la parte frontale. Le informazioni più importanti sono SEMPRE riportate sul retro della confezione.
  • Andiamo per prima cosa a guardare il contenuto, quindi leggiamo gli ingredienti.
  • L’ordine degli ingredienti che troveremo non è casuale, bensì vengono inseriti in ordine decrescente di quantità. Ad esempio, se il primo ingrediente inserito è lo zucchero, significa che all’interno di quel prodotto, lo zucchero, è presente in maggiore quantità e così via a seguire gli ingredienti riportati di seguito.
  • E’ importante conoscere il Paese di provenienza dell’alimento. Questo ci permette di conoscere la distanza dal punto di origine. In più, il made in Italy, è solitamente sinonimo di cura degli ingredienti e controllo qualità.
  • Leggere la data di scadenza del prodotto. Nonostante, negli ultimi anni, i controlli si siano intensificati, succede ancora oggi di trovare prodotti scaduti all’interno del punto vendita.

La Tabella Nutrizionale

Conoscere la tabella nutrizionale, da Gennaio 2016 obbligatoria per legge su tutte le confezioni alimentari, riporta le seguenti informazioni:

Kcal                        indica l’energia espressa in Kcal fornita da 100 g di alimento
Kj                            indica l’energia espressa in chilojoule fornita da 100 g di alimento
Grassi                   indica i grammi di grassi contenuti in 100 g di alimento
di cui acidi grassi saturi 0,1 indica che i grassi presenti in 100 g di alimento sono costituiti da: x grammi di grassi saturi
Carboidrati        indica i grammi di carboidrati contenuti in 100g di alimento
Fibre                     indica i grammi totali di fibra contenuti in 100 g di alimento
Proteine              indica i grammi di proteine contenute in 100 g di alimento
Sale                       indica i grammi di sale contenuti in 100 g di alimento
Magnesio           indica il contenuto di Mg in 100g di alimento    AR* assunzioni di riferimento di un adulto 

tabella nutrizionale etichetta alimentareConsigli utili

  1. Le calorie di un alimento non sono tutto. Il valore energetico del cibo, espresso in Kcal, non è tutto di quell’alimento e non vi dà informazioni sufficienti per una scelta mirata. Ad esempio a parità di chilocalorie, due cibi apparentemente simili, quali una mela ed un succo di mela, hanno proprietà nutrizionali completamente differenti. La mela infatti è un cibo vivo, vi basterà aprirla a metà e guardarne il cambiamento per accorgervi della sua vitalità, mentre il succo di mela non si deteriora così rapidamente, è privo di fibre e trattato termicamente.
  2. Esistono tanti tipi di zucchero. Quando pensiamo allo zucchero infatti ci viene solitamente in mente il saccarosio, comune zucchero bianco da cucina, ma ci sono molti altri composti zuccherini da notare nelle etichette alimentari ad esempio: fruttosio, glucosio, maltosio.
  3. I grassi non vanno demonizzati. Questi infatti sono molecole essenziali per la funzionalità cerebrale ed ormonale del nostro organismo. Piuttosto impariamo a distinguere i grassi, evitando le tabelle nutrizionali che riportano un alto contenuti di grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi, rispetto ai grassi totali. La dicitura “oli vegetali”, ci trae in inganno, comporta un innalzamento dei grassi saturi all’interno della tabella nutrizionale, perché si tratta di oli cotti di seconda scelta. Via libera invece agli alimenti ricchi in Omega 3 e Omega 6, quali l’olio extravergine di oliva, l’olio di lino, l’olio di girasole e l’olio di vinacciolo. E’importante sapere che l’olio, per poter conservare le proprietà organolettiche e nutrizionali, deve essere spremuto a freddo, conservato al riparo dalla luce e dalle alte temperature, mai estratto con solventi chimici.
  4. Non sempre ciò che sembra integrale lo è davvero. Molto spesso leggiamo la parola integrale relativamente ad un prodotto alimentare, leggendo meglio gli ingredienti ci accorgeremo che si tratta di un cereale raffinato e cioè bianco a cui è stata inserita successivamente la crusca. Il VERO integrale è il cereale integro, cioè il chicco che non è stato sottoposto al processo di raffinazione.
  5. Attenzione ai prodotti light o dietetici. Possono infatti contenere sostanze ben più dannose del saccarosio, ad esempio l’aspartame o acesulfame K.

Articolo a cura della Dott.ssa Giordana Lucente